Qualcosa su di me

Immagine di copertina, Plinio Nomellini, A Capri, 1922

 

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Lavoro da più di vent’anni nel settore del lavoro sociale di aiuto e ho avuto la fortuna di cimentarmi in significative esperienze sia in ambito privato che pubblico, dove attualmente mi trovo in servizio.

Sono sia un’assistente sociale specialista che una sociologa e da circa 12 anni mi occupo anche di formazione per operatori sociali, insegnanti, volontari e, da ultimo, studenti universitari.

Un tempo la nostra identità veniva plasmata in gran parte dal lavoro. Considero un aspetto di positività il fatto che oggi non sia più così. Amo molto il mio lavoro e, con consapevolezza e gratitudine, so che mi ha dato molto, ma so anche che ha ricevuto e riceve molto da me in dedizione, creatività e speranza. E lo amo senza far coincidere la mia identità pubblica con il mio ruolo professionale, sapendo che dalla ricchezza della vita e della personalità anche il lavoro, che resta uno strumento, per quanto importante per noi stessi e per la collettività, può ricevere un beneficio. Ciascuno di noi, infatti, mosso dalle proprie curiosità, passioni, talenti ed interessi, è nelle condizioni di costruire, lasciandosi plasmare da contaminazioni diverse, identità più composite ed eclettiche.

Oltre ai temi di studio e di ricerca più strettamente professionali, mi interesso anche di letteratura, poesia, cinema ed arte e cerco, ispirandomi alle diverse forme che può assumere la bellezza, non solo di appagare un bisogno estetico, ma soprattutto una tensione etica, per giungere a visioni nuove e ad inedite ricomposizioni con me stessa, con gli altri e con il mondo. Perché, per fortuna, non finiamo mai di inventarci e di inventare.

E ho fatto del motto socratico “conosci te stesso”, inteso non in astratto, ma nel concreto delle scelte, delle azioni e delle relazioni della vita, la mia sfida più grande e la mia personale avventura.